

Rapier's Art
Rapier's Art vuole esprimere la violenza, non come forza distruttiva, ma come principio dinamico che attraversa ogni aspetto della vita, nei pensieri, nelle parole e nelle opere: per Rapier la violenza, correttamente gestita, è la forza caratteristica del gesto creativo.
Le armi da combattimento, trasformate in strumenti pittorici, colpiscono la superficie, spostano il colore e incidono la materia: l'impatto non distrugge, ma trasforma e il risultato, indefinibile a priori, emerge dalla dinamica del gesto, fatto di scelta di tempo, misura, velocità e intenzione.
Ogni opera è il risultato di un'azione precisa, rituale e controllata, in cui la violenza viene tradotta in energia creativa.
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Consapevole del peso morale insito nell'impiego di strumenti di offesa, Rapier lo assume su di sé, attraverso un gesto simbolico: una goccia del proprio sangue sigilla ogni lavoro, come atto di espiazione e responsabilità etica nei confronti del processo che ha generato l'opera.
Rapier's Art è una palestra artistica e filosofica, in cui la violenza non ferisce, ma trasforma, non distrugge, ma crea.